PIANO EDUCATIVO MaRìc

PIANO EDUCATIVO  MaRìC 2018/19

 

Dopo anni di esperienza sul campo, nell’ambito dell’infanzia,ci siamo resi conto che, oggi più che mai, i bambini  hanno bisogno ascolto, poche regole chiare di contenimento, approccio alla natura, libera espressione, e di  educatori che ascoltino i bisogni e le esigenze del soggetto decodificandole in esperienza educativa diretta

Il nostro progetto, pone massima attenzione allo sviluppo delle capacità individuali,presenti già da piccolissimi:qui ASCOLTO E AMORE SONO IL CUORE PULSANTE!

Sembra tutto ovvio, ma basti pensare che fin da subito ai bambini vengono imposte regole di varia natura, che hanno come unico risultato, quello di suscitare disagio.

Bisogna tenere presente che per qualsiasi bimbo, passare dall’ambiente familiare a quello dell’asilo nido, rischia di essere traumatico,soprattutto se il primo approccio è scandito da divieti.

Per questo è importante conoscersi, prima di iniziare insieme ai piccoli questa nuova avventura.

I genitori in un primo step compileranno un questionario conoscitivo, utile per noi, nel primo approccio col bambino, in un secondo momento consigliamo arriva la fase dell’inserimento

 

 

L’INSERIMENTO

momento delicato per il piccolo, ma soprattutto… per la mamma! Come aiutare entrambi a vivere il distacco con serenità?
Per la maggior parte dei bimbi, l’ avventura dell’ asilo è il primo vero momento di distacco dai genitori ma soprattutto dalla mamma :  per questo motivo, ogni struttura, pubblica o privata che sia, prescrive un periodo di inserimento graduale, così da rendere il meno traumatico possibile questo importante passaggio. Ma cosa fare quando, completato l’inserimento, il bambino continua a piangere “disperato” al momento del distacco?
Quando la mamma “trasmette ” la sua tristezza :  spesso la causa della difficoltà non sta in lui, ma nella mamma.  Anche lei soffre nel doversi separare dal suo bimbo per rientrare al lavoro. Così, spesso senza rendersene conto, gli trasmette la sua apprensione e i suoi sensi di colpa. Se il piccolo non si rassegna dobbiamo chiederci : lo sto lasciando con fiducia? O sento di abbandonarlo? Se così fosse, prendiamoci cura della nostra ansia : aiuteremo noi stesse e soprattutto i nostri piccoli.
Comportamenti che aiutano a facilitare il distacco in mamma e bambino.
– Crea un buon dialogo con le maestre.
L’alleanza con le figure che ti sostituiranno è la base per la fiducia : se ti affidi a loro senza problemi, anche il tuo piccolo lo farà. Parla delle tue insicurezze, chiedi suggerimenti e lasciati rassicurare.
– Salutalo sorridendo prima di andar via.
Anche se piange e si divincola, salutalo sempre con un sorriso, la tua espressione deve essere serena, altrimenti il piccolo percepirà che gli sta accadendo qualcosa di brutto. Cerca di manifestare i tuoi sentimenti positivi e non mostrarti incerta, magari tornando sui tuoi passi se ti chiama o si dispera. E se ti viene da piangere, aspetta di farlo quando lui non ti vede.
– Lasciagli il ciuccio o il suo pupazzo preferito.
Se il piccolo è molto legato al ciuccio, concediglielo. Lascia a fargli compagnia un giocattolo o un oggetto cui è molto affezionato. Anche un fazzoletto, che conserva il tuo profumo può essergli di conforto.
– Evita di scappare mentre è distratto o di nasconderti per vedere cosa fa.
Il piccolo si sentirebbe tradito e si innescherebbe una profonda insicurezza. E se per errore ti vede si sentirà confuso e piangerà ancora di più per attirare l’attenzione.
– L’ inserimento deve farlo un solo genitore.
Per ragioni pratiche, a volte, si decide di alternarsi. Invece, è più utile che il riferimento del bambino sia un solo genitore: questo gli semplificherà le cose e gli darà più stabilità.

 

ASCOLTARE il bambino,capire le sue peculiarità, conoscerlo e solo dopo questa fase in modo naturale si adeguerà al contesto.

Il nostro,in sintesi,è un approccio educativo finalizzato ad incentivare l’autonomia e la sicurezza interiore che ha come ingrediente principe, l’EMPATIA.

 

Giornata tipo:

8:00-9.00 – ACCOGLIENZA

Il bambino viene accolto dall’educatrice nell agorà, indifferentemente dalla loro età.
Accogliere significa andare incontro, ascoltare, tranquillizzare, contenere e  verbalizzare le emozioni.
Nel momento delicato dell’accoglienza, cerchiamo  di offrire alla diade madre-bambino comprensione e supporto, ovviamente in forme diverse. E’ impossibile infatti accogliere un bambino senza accogliere i suoi genitori, la sua famiglia e la sua storia.

 

9:00/ 9:30,MUSICA E ALBERO DELL’APPELLO terminate le entrate, le educatrici insieme ai bambini raccolgono tutti i giochi, che vengono separati e disposti nelle diverse ceste per condurre i bimbi verso i primi “compiti” di seriazione.
Una volta riordinata la saletta, tutti i bambini vengono invitati a sedersi sul materasso per iniziare la filastrocca dell’appello e subito dopo l’ascolto della musica . Questo è un momento magico per tutti ed è uno splendido modo per iniziare la giornata.
Una educatrice rimane in piedi a “dirigere”  i brani mettendo in atto movimenti ritmati di braccia e corpo. Una volta iniziato il brano, i bambini sono liberi di alzarsi ed esprimersi ballando, imitando i gesti dell’educatrice, facendo piccoli girotondi, battendo le mani e i piedi, o semplicemente rimangono seduti a “caricarsi” della magica energia che solo la musica è in grado di dare.

Dopo l’ascolto del primo brano, scelto dall’educatrice, i bambini possono fare le loro richieste specifiche.

 

9:45/ 10.15 MERENDA. Grande macedonia a base di frutta

10:30/ 11:15  ATTIVITA’ SECONDO PIANO STRUTTURATO (motoria, musica, arte e manipolazione, giardinaggio e progetto  mangiando si impara, teatro e danza creativa, inglese)

11:30/12:00 RACCONTIAMOCI, DIDATTICA, LIBRI ILLUSTRATI ( 2-3 anni il maghetto sissi buffetto, 3-5 anni Storie per 12 mesi racconti e attività ludiche par la scuola dell’infanzia e la scatola delle emozioni)

12:00 TUTTI A LAVARSI LE MANINE

12:15/ 12:45 PRONTI A TAVOLA! ( il menù settimanale a base verdura e frutta di stagione verrà comunicato ai genitori ogni lunedì mattina)

 

12:45/ 13:15 CAMBIO E PULIAMO I DENTINI

 

13:30/14:30  USCITA!

Una volta terminato il pranzo, lavate le manine e cambiati i vestiti sporchi se necessario, i bambini che restano al nido fino al pomeriggio vanno nella sala lettura e riposino con un’educatrice, mentre gli altri si spostano nell AGORA’ dove attendono i genitori insieme a due educatrici.
Le informazioni riguardo al cibo, eventuali sonnellini e “pannolino”  sono esposte per iscritto sulla porta d’entrata, mentre per le comunicazioni più specifiche c’è sempre una delle due educatrici disponibile per scambiare due chiacchiere.
Sulla porta d’ingresso (per non incorrere nel pericolo di non essere letto!) c’è quotidianamente descritto in modo sintetico ma significativo non solo ciò che è stato proposto come attività, ma il perché.
Le educatrici si sono  rese conto che per molti genitori il Nido viene vissuto ancora come un luogo assistenziale e non educativo. Per tale motivo, attraverso tutte le informazioni sia scritte che verbali, si vuole trasmettere l’idea e la complessità del RUOLO dell’educatore, e valorizzarla.

Dalle 17.30 alle 18.30 settimanalmente, a giorni alterni, sono previste attività strutturate per GENITORI-FIGLI 0-3  ANNI e altre per bambini dai 3 ai 6 anni,ovviamente solo per chi vuole partecipare.

Su richiesta è previsto servizio baby sitting( per un numero minimo di 3 bambini) pomeridiano e sarale fino alle 23;30

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ATTIVITA’ STRUTTURATE SECONDO CALENDARIO SETTIMANALE

*MOTORIA 

I  primi anni di vita sono un momento di fondamentale importanza nella crescita dei bambini e fin dai primi anni è importante educarli a una vita fatta costantemente di movimento, dove sport non significa solo competizione, ma anche gioco e salute.

L’attività fisica insegnata all’asilo nido è un compendio di educazione al corpo fatto attraverso il gioco, la scoperta degli spazi, l’utilizzo di strutture preposte. I bambini devono essere  accompagnati da abili educatori in un percorso altamente formativo da un punto di vista psicomotorio, con semplicità e con ritmi personalizzati che portano alla conoscenza di sé, degli altri e dello spazio circostante.

L’educazione motoria per bambini è infatti un processo che va ben oltre il semplice benessere psicofisico: è un’attività che consente di allenare anche la mente, facendo in modo che i piccoli imparino a conoscere giorno per giorno la realtà che li circonda e allo stesso tempo a usare correttamente le articolazioni e la coordinazione fisica.

 

*MUSICA

Laboratorio  di “MUSICA…IN TUTTI I SENSI

L’esperienza musicale che si vuole proporre in questo percorso ha una peculiarità ludica che permette al bambino di potersi esprimere liberamente con il canto, il movimento del corpo e l’uso di strumenti a percussione.
Attraverso giochi musicali, che prevedono l’integrazione fra stimolazione musicale e movimento del corpo, i bambini stabiliscono delle relazioni con lo spazio che li circonda e con gli altri.
Il fine del LABORATORIO è quello di avvicinare i bambini in modo divertente e istintivo al mondo della musica, stimolandone la curiosità e l’immaginazione.
Abituare il bambino all’ascolto di sé e dei suoni che lo circondano, creare un ambiente di lavoro sereno e alla sua portata concorrono in modo positivo alla capacità relazionale del bambino e alla sua crescita emotiva e artistica.
 

*MANIPOLAZIONE ,ARTE E RICICLO CREATIVO

Cosa è e perchè:

Toccare, lavorare, trasformare qualcosa con le mani. La manipolazione di sostanze, materiali, oggetti o elementi naturali (terra, sabbia, etc.). Aiuta il bambino a sviluppare la manualità, la conoscenza della realtà concreta e le sue possibili trasformazioni, attraverso l’ esplorazione sensoriale e il riconoscimento delle differenze percettive e a consolidare la relazione tra processi e prodotti. Stimola la creatività come trasformazione del noto o dell’esistente in forme nuove e impreviste. Favorisce la motricità fine.

Così, già dai primi mesi di vita, inizia a esercitarne con dedizione e costanza il loro movimento. Le osserva, le muove, le allontana/avvicina dallo sguardo, le fa sparire/riapparire, le chiude/apre, finché arriva il momento in cui è in grado di afferrare oggetti e giochi. E’ affascinante poter osservare come un bambino piccolo prenda graduale coscienza delle sue mani e le utilizzi per entrare in contatto con l’ambiente. Nell’organizzare queste attività vengono preferiti i materiali naturali e gli oggetti di uso comune, in modo da poter offrire al bambino la possibilità di conoscere e sperimentare il proprio ambiente, promuovendo altresì l’esercizio dei sensi. Questo agevola l’osservazione e la conoscenza di come gli oggetti si comportano in seguito ad un’azione (relazioni di causa-effetto) e sostiene l’acquisizione di quella manualità che sarà poi necessaria anche per compiere attività differite dal gioco (mangiare, lavarsi, vestirsi, ecc…).

Sensibilizzare i bambini al rispetto dell’ambiente e sviluppare la capacità creativa attraverso l’ utilizzo di materiali di riciclo come plastica,carta, cartone, legno contenitori e vaschette per alimenti, spugnette, pellicola trasparente, vecchi tessuti e tant’altro.
Il miglior modo per imparare è la pratica, quindi durante le nostre ore di LABORATORIO i bambini lavoreranno con materiali di riciclo ed apprenderanno i concetti base del riuso, realizzando oggetti con una nuova funzionalità.

 

 

*DANZA CREATIVA   

Progetto di teatro e danza creativa metodo Maria Fux per bambini

 

Premessa:

In uno spazio accogliente, fatto di gioco, musica, palloncini, nastri, stoffe colorate, e movimento, i bambini entreranno in contatto con le proprie potenzialità creative e corporee. A differenza di altri stili di danza, nella danza creativa, metodo Maria Fux, si sollecita la libera e spontanea espressione del movimento attraverso stimoli di svariata natura, accuratamente scelti e proposti dal conduttore.

La danza creativa sviluppa l’immaginazione, la fantasia e l’autostima di ogni singolo bambino, che potrà esprimere liberamente la propria individualità in uno spazio rassicurante e di non giudizio.

I bambini acquisiranno una maggiore consapevolezza del proprio corpo, delle proprie abilità motorie, una maggiore attenzione e cura verso il proprio e il corpo degli altri, nel rispetto reciproco e nell’accettazione delle differenze, e integrazione delle diversità.

 

Maria Fux, celebre ballerina e coreografa argentina, è la fondatrice del metodo che porta il suo nome e che affonda le sue radici nella creatività e nell’arte. All’età di novantacinque anni, continua a produrre spettacoli e ad impartire seminari di formazione per docenti, psicologi, fisioterapisti, danzatori, artisti, e per chiunque voglia riconnettersi con il proprio corpo e le proprie emozioni attraverso il movimento.

 

Metodologia:

Ad ogni incontro verrà proposto uno stimolo-guida sempre nuovo, grazie al quale i bambini potranno esprimersi creativamente attraverso la danza, dando risposte libere e personali. Gli incontri si svolgeranno secondo regole precise, ma senza alcuna costrizione, quindi senza suggerire dei passi di danza predefiniti, così come accade nella danza classica o nella danza moderna.

Si solleciterà così la libera e spontanea espressione del movimento degli alunni, attraverso stimoli di svariata natura, accuratamente scelti e proposti dal conduttore per promuovere e favorire il movimento.

Gli stimoli -guida potranno essere:

stimoli musicali: gli elementi principali della musica quali il ritmo e la melodia;

stimoli motori: differenti indicazioni motorie (ad esempio la forma aperta o chiusa del corpo, il corpo che crea linee o punti, ect);

materiali: l’utilizzo di materiali capaci di facilitare il movimento (giornali, carta crespa, stoffe ect).

Nel corso degli incontri verrà incentivata sia la danza individuale, sia quella in coppia che in gruppo, per permettere ad ogni alunno di sperimentare nuove possibilità di movimento nelle diverse direzioni (in alto, in basso, di lato, avanti e dietro), sia nel proprio spazio individuale che in quello collettivo.

Inoltre la danza in coppia o in gruppo favorisce la socializzazione e permette il riconoscimento individuale nel gruppo, attraverso forme di comunicazione creative, nel rispetto e nell’accettazione dell’altro.

La danza creativa sviluppa l’immaginazione, la fantasia e l’autostima di ogni singolo bambino, che potrà esprimere liberamente la propria individualità in uno spazio accogliente e rassicurante e di non giudizio.

Inoltre saranno inserite attività tratte dal Metodo Teatro in Gioco Helga Dentale, per offrire ai bambini stimoli di svariata natura per sperimentare, esplorare, conoscere e sviluppare i propri strumenti espressivi e la propria creatività.

Apriremo insieme la magica borsa delle storie, dalla quale usciranno di volta in volta personaggi buffi, e storie spiritose e libere danze, attraverso il tappeto volante della fantasia viaggeremo in mondi fatati e magici. È questo il teatro e la danza a misura di bambino, fatto di giochi, scoperte, piccole improvvisazioni e tanto divertimento

Incontro dopo incontro gli alunni acquisiranno una maggiore consapevolezza del proprio corpo, delle proprie abilità motorie, una maggiore attenzione e cura verso il proprio e il corpo degli altri, nel rispetto reciproco e nell’accettazione delle differenze, e integrazione delle diversità.

In un contesto relazionale fatto di libera espressività e creatività si svilupperà una maggiore fiducia nelle proprie capacità; e la possibilità di lasciare andare i “non posso” del corpo, risvegliando in ciascuno i “si, posso”.

 

 

*MANGIANDO SI IMPARA

Il pasto è un momento particolare e delicato, connesso oltre che alla vitale funzione di nutrirsi, al piacere di stare insieme; è un tempo di attesa, di condivisione e di relazione, di scoperte e di stimoli sensoriali sempre nuovi ed importantissimi per lo sviluppo psico-fisico del bambino.

Nei primi anni di vita, l’aspetto dell’imitazione dell’altro è una peculiarità ed uno strumento di apprendimento:al nido si pranza tutti insieme ed i bambini hanno la possibilità di osservarsi e, per stimolo, di imitarsi anche nell’assaggio di nuovi e diversi alimenti, superando la diffidenza verso le novità che, spesso, li caratterizza.

Se si considera inoltre che, oggigiorno, il tema dell’alimentazione è fortemente connesso al tema della salute e della prevenzione, impostare, in coerente collaborazione con la famiglia, delle buone prassi legate all’alimentazione diviene ulteriore elemento qualificante.

Nella programmazione didattica entrano a far parte attività basate sull’ utilizzo degli alimenti, sia per motivi legati alla non tossicità di tali prodotti, sia per il loro valore esperienziale.

I cibi, grazie alle loro proprietà organolettiche, stimolano tutti i sensi: sono colorati, saporiti e profumati, hanno svariate consistenze a seconda che siano crudi o che siano cotti.

Il materiale espressivo delle nostre proposte didattiche sarà costituito, quindi, da: spinaci, carote, arance, passata di pomodoro, rape rosse, zucche, granaglie, diversi tipi di farina, the, cioccolato, patate, legumi cotti e crudi e da tutto ciò che la natura ed il mondo degli alimenti offrirà secondo la stagionalità.

Gli obiettivi che ci poniamo di raggiungere mediante la proposta di questo tema specifico, oltre che un globale sviluppo psico-fisico dei bambini, sono:

  • proporre una vasta gamma di sapori,
  • incentivare il consumo di frutta e verdura,
  • utilizzare gli stimoli sensoriali, innati nel bambino, per ampliare le sue conoscenze e competenze anche nel campo dell’alimentazione,
  • contribuire, in collaborazione con la famiglia, all’ instaurarsi di buone e salutari prassi alimentari.

… e se tra un’attività e l’altra ci scappa un assaggino …che male c’è??

 

 

*PROGETTO IMPARO L’INGLESE GIOCANDO

 

Il bambino da uno a tre anni è ancora nella fase dell’acquisizione della sua lingua madre e proprio per questo il suo cervello possiede una plasticità notevole. Se il bambino, già dal nido, entra in contatto con la lingua straniera  ed inizia a giocare con essa, avrà la possibilità di apprendere in modo spontaneo e naturale le differenze tra i suoni delle due lingue, il tutto in un età in cui nulla è vissuto come un compito, bensì come puro divertimento, quindi: the sooner, the better (prima è, meglio è).

L’esperienza di gestire due lingue fin dalla prima infanzia si riflette in una serie di effetti positivi tra i quali una maggiore conoscenza spontanea della struttura del linguaggio. Giocare da subito con l’inglese permette al bambino di divertirsi al nido con delle attività svolte insieme agli amichetti ed  all’ educatrice, e gli regala per il futuro basi linguistiche inglesi uniche ed irripetibili. Questa possibilità viene considerata irripetibile perché familiarizzare fin da piccoli con la seconda lingua permette di acquisire una sensibilità ai suoni che la caratterizzano.

 

Il programma sarà il seguente:

– story 1: I can’t sleep (Monkey non riesce a dormire e chiede aiuto ai suoi amici della giungla; tutti lo aiutano, ma si addormentano prima di lui… alla fine si mangia 3 banane e si addormenta…. la canzone è una bella ninna nanna che le mamme e i papà potranno cantare ai loro bimbi)

– story 2: let’s go splash (monkey e tiger si divertono a saltare nelle pozzanghere di fango; alla fine “mamma” elephant fa loro un bel bagno!)

– story 3: stomp stomp swoosh swoosh (monkey e tiger, un pò monellini, appiccano un fuoco per gioco, e il fuoco dilaga…mummy elephant accorrerà in loro aiuto, scacciando la paura)

– story 4: peek – a – boo (il classico gioco del nascondino)

– stroy 5: ouch it hurts! (tiger si fa male, è molto triste, ha bisogno di coccole e di un cerotto…e passa tutto!)

 

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CALSSE 3-5 ANNI

 

PROGETTO “ LA SCATOLA DELLE EMOZIONI” Classe 3-5 anni

 

Troppo spesso nel mondo ci troviamo a vedere trascurati gli aspetti emotivi del processo di sviluppo del bambino a tutto vantaggio di quelli puramente cognitivi.

La nostra esperienza ci ha portato a verificare in tante situazioni di apprendimento, la stretta osmosi esistente tra la componente affettiva e quella cognitiva.

Il ruolo che ha l’adulto nello sviluppo affettivo di un bambino è determinante. Il suo atteggiamento, le sue aspettative, le sue  parole (anche quelle non dichiarate apertamente), la fiducia che ripone nelle capacità del bambino, possono avere un gran peso nella crescita,  sostenendo o impedendo, facilitando o ostacolando qualsiasi azione conoscitiva.
L’educazione affettiva, quindi, deve occupare nella scuola un ruolo fondamentale, avviando il bambino ad una più profonda, positiva conoscenza di sé, delle sue potenzialità, delle sue fragilità e ad instaurare rapporti gratificanti con gli altri basati sulla collaborazione, il rispetto, il dialogo.

Il percorso che vogliamo realizzare è “alfabetizzare alle emozioni”  nasce dall’esigenza di fornire al bambino strumenti per conoscere e riconoscere il linguaggio delle emozioni.

 

“Gli uomini sono agitati e turbati non dalle cose,  

ma dalle opinioni che essi hanno delle cose”.Epitteto I secolo d.c.

 

 

L’azione didattica si soffermerà in particolar modo su ciò che il bambino prova in una precisa circostanza, per aiutarlo ad analizzare le diverse emozioni e sensazioni percepite fisicamente e dar loro un nome.
Dare un nome a ciò che sta avvenendo in lui lo aiuterà poi, non solo a conoscere le emozioni ma a riconoscerle successivamente, in sé stesso e negli altri, in un allenamento che durerà tutta la vita.

 

Lo scenario della scuola è teatro ideale perché il bambino possa vivere e consolidare la sua affettività, offrendogli la possibilità di mettersi in gioco, per la prima volta, in un ambiente diverso da quello familiare.

 

Partendo dalle motivazioni sopra citate e dalla lettura dei bisogni emotivi dei bambini di questa specifica fascia di età, il percorso “La scatola delle emozioni” si propone di offrire ai bambini, sin dai  primissimi giorni di scuola, la possibilità di:

 

  • manifestare i propri stati d’animo
  • conoscere e riconoscere le emozioni
  • raccontare sensazioni

 

La  novità, l’incognito, la rabbia, la felicità sono solo alcuni degli aspetti  emotivi su cui ruoterà l’intero percorso che vedrà le diverse emozioni trattate da un punto di vista ludico, creativo, espressivo, musicale.

FINALITA’
Favorire la competenza emotiva dei bambini per abituarli a decentrarsi, riconoscendo le “ragioni” dell’altro .

 

OBIETTIVI

– Offrire ai bambini la possibilità di sentire, riconoscere, esprimere ed

elaborare le emozioni.
– Rendere protagonista il bambino della sua storia attraverso il racconto
– Favorire “la cura” della relazione
– Conoscere e discriminare le emozioni fondamentali.
– Esprimere il proprio stato emotivo.
– Controllare le proprie emozioni.
– Riconoscere le emozioni altrui

 

BISOGNI

– Affettivi: ascolto, comprensione, sicurezza e stabilità, accettazione
– Cognitivi: curiosità, scoperta, esplorazione, gioco, comunicazione
– Sociali: contatto con gli altri e relazione, partecipazione

METODOLOGIA

La realizzazione di questo percorso avverrà secondo due modalità:
– Approccio informale. Si interverrà nei momenti in cui si verificherà un

episodio particolarmente significativo dal punto di vista emotivo che

coinvolgerà il singolo alunno o il gruppo.

– Approccio formale. L’alfabetizzazione emotiva sarà oggetto di esperienze

specificamente programmate.

 

FASI DEL PERCORSO

 

  1. ACCOGLIENZA: Le storie come dimensione immaginativa
    2. LABORATORI ESPLORATIVI: Suoni e colori delle emozioni
    3. LABORATORI CREATIVI: L’uso metaforico dei materiali per esprimere

emozioni
4. LABORATORI ESPLORATIVI: La conoscenza di forme artistiche che

esprimono emozioni
Le varie fasi del percorso saranno documentate e pubblicizzate attraverso la creazione di un blog appositamente dedicato e l’organizzazione di eventi speciali con i genitori:
· manifestazione natalizia
· giornata didattica
· proiezione di prodotti multimediali

 

RISULTATI ATTESI

 

Obiettivo Risultati attesi
Conoscenza e discriminazione delle emozioni fondamentali. Il bambino è in grado di  conoscere e dare un nome alle emozioni fondamentali (gioia, tristezza, rabbia, paura, vergogna, disgusto, sorpresa).

Il bambino è in grado di discriminare le diverse espressioni e mimiche facciali, la postura, il tono della voce, il linguaggio non verbale del corpo.

Autoconsapevolezza ed espressione del proprio stato emotivo. Il bambino è in grado di  dare un nome al proprio stato emotivo, e  saperlo esprimere e comunicare agli altri in maniera adeguata.
Controllo delle proprie emozioni. Il bambino è in grado di mettere in pratica semplici atteggiamenti appresi per la gestione della rabbia  per liberarsi dalla collera e dall’impulsività del momento.
Riconoscimento delle emozioni altrui: l’empatia. Il bambino è in grado di riconoscere le emozioni negli altri e a comprendere che esistono punti di vista differenti.

 

 

 

 

  1. Fase Accoglienza

 

Obiettivi

ANNI 3

– Favorire il sereno distacco dalla famiglia

– Avviare un proficuo inserimento del bambino nel nuovo ambiente scolastico

– Realizzare un clima sereno e rassicurante

– Favorire l’acquisizione dell’autonomia fisica del bambino

– Favorire rapporti positivi con gli altri bambini

– Favorire la partecipazione dei bambini in gruppo ad attività comuni

 

Anni 4 e 5:

– Accogliere i bambini, dopo la pausa delle vacanze estive, in un clima di serenità, favorendo il loro riadattamento all’ambiente scolastico

– Aiutare i bambini ad instaurare relazioni comunicative con gli adulti e con i nuovi e vecchi compagni

– Offrire occasioni didattiche per sperimentare le proprie capacità di essere utili ad accogliere i più piccoli

 

Scelte Metodologiche

L’insegnante lavora sulla relazione con e tra i bambini; accoglie, rispetta, rispecchia e amplifica i segnali emotivi che i bambini esprimono in maniera esplicita e non registrandone l’evoluzione con osservazioni in itinere.

In particolare il team di sezione avrà cura di :

– agevolare il graduale inserimento per i bambini che presentano ancora  difficoltà al distacco delle figure parentali

– incoraggiare i bambini a muoversi nello spazio-sezione e spazio-scuola con sicurezza;

– stimolare i bambini all’esplorazione dei materiali didattici e di gioco;

– favorire la graduale accettazione di piccole regole di gruppo e di vita comunitaria.

 

Scelte didattiche

Il percorso si articola in tre fasi:

1.Fase dei giochi dell’accoglienza

2.Fase del racconto e dell’ascolto

3.Fase dell’ascolto e rielaborazione di una storia

 

  1. Fase dei giochi dell’accoglienza “Emozioni in gioco”

Ai bambini saranno proposte attività ludiche finalizzate alla libera espressione di stati emotivi:

– Gioia: laboratorio psico-motorio in palestra con palloncini e scatoli

– Paura: gioco motorio “Attenti al lupo”

– Rabbia: gioco di squadra “Colpisci il bersaglio”

– Tristezza: gioco musicale “Ho perso il posto”

 

  1. Fase del racconto e dell’ascolto “Le mie vacanze”

I bambini saranno invitati a raccontare esperienze vissute durante il periodo estivo con il supporto di immagini fotografiche e/o oggetti rappresentativi. Nella fase dell’ascolto l’insegnante avrà cura di far emergere le emozioni vissute dai bambini attraverso domande-stimolo e di condividerle con l’intero gruppo classe attraverso l’utilizzo delle “palette delle emozioni”.

 

  1. Fase dell’ascolto e rielaborazione di una storia

In ogni sezione ai bambini verrà proposto l’ascolto di una storia appositamente scelta dalle insegnanti per soffermarsi sulle emozioni provate nei primi tempi di scuola. Nella fase della rielaborazione ai bambini saranno proposte attività grafico-pittoriche e manipolative per la realizzazione di personaggi e ambienti (murales) utili alla rappresentazione o animazione della storia ascoltata. Tali attività saranno caratterizzate anche da momenti di intersezione.

 

  1. FASE ESPLORATIVA: Suoni e colori delle emozioni

 

Obiettivi

1.Individuare e riconoscere suoni e rumori della natura e dell’ambiente che suscitano emozioni.

2.Analizzare le emozioni suscitate dall’ascolto di brani musicali.

3.Analizzare emozioni provocate da particolari ritmi, toni, intensità.

4.Produrre suoni, rumori, capaci di indurre particolari stati d’animo.

 

Scelte metodologiche

– Predisposizione di attività laboratoriali  grafico/sonore.

– Coinvolgimento di gruppi di bambini in attività di ascolto di brani di generi  diversi

 

Scelte didattiche

 

Il percorso si articola attraverso 3 fasi:

– ascolto del brano musicale opportunamente scelto in relazione ad una emozione

– libera interpretazione cromatica e grafica del brano e racconto del lavoro eseguito

– invenzione di storie tratte da immagini e brani musicali

 

  1. FASE CREATIVA:   l’uso metaforico dei materiali per esprimere emozioni

 

Obiettivi

1.Saper manipolare un’immagine per modificare il contenuto emotivo.

2.Saper esprimere operativamente in modo creativo e personale emozioni, mediante: utilizzo di materiali vari; attività di manipolazione e di modellaggio

 

Scelte metodologiche

– Predisposizione di attività laboratoriali  manipolative e costruttive con materiali diversi.

– Coinvolgimento di gruppi di bambini in attività dove la manipolazione, l’assemblaggio e trasformazione dei materiali consente, attraverso la realizzazione di oggetti, di proiettare particolari stati d’animo

 

Scelte didattiche

– Il percorso prevede due momenti che caratterizzano le attività laboratoriali

– Il primo l’esplorazione di vari materiali e la libera rielaborazione degli stessi per la creazione di elementari oggetti/feticcio

– Il secondo l’animazione degli oggetti con storie e/o giochi

 

  1. FASE INTERPRETATIVA: la conoscenza di forme artistiche che esprimono

emozioni

 

Obiettivi

1.Saper riconoscere gli elementi che in un’immagine denotano le emozioni.

2.Saper cogliere le emozioni in un’immagine partendo dalle composizioni cromatiche.

 

 

Scelte metodologiche 

 

– Predisposizione di attività laboratoriali di lettura di dipinti di vario genere artistico appositamente selezionate.

– Coinvolgimento di gruppi di bambini in attività laboratoriali con attività di lettura delle immagini predisposte, in formato cartaceo, digitale e o copie di dipinti d’autore.

 

 

 

Scelte didattiche 

Il percorso si articola attraverso 2 fasi:

– Fase 1: Leggere in ottica emozionale opere artistiche figurative/astratte

– Fase2: Rielaborare opere astratte utilizzando liberamente i colori e forme

 

 

 

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